YA LYUBLYU TEBYA (2005) Olga Stolpovskaja

Ho una particolare predilezione per il cinema russo; c’è sempre un’atmosfera magico onirica che lo contraddistingue.
Questo film segue assolutamente la tradizione, una commedia con tratti assurdi e qualche pennellata almodovariana.
Una storia d’amore in una Mosca contemporanea e metropolitana, decisamente occidentalizzata. Una storia che nasce dal solito triangolo lui, lei e l’indeciso dove, per indeciso, si intende un lui che amava lei ma scopre di amare anche lui. In realtà la narrazione filmica non è certo così banale o schematica, anzi, un continuo di fuochi d’artificio, effervescenze e colpi di scena.
La regia ha, talvolta, un taglio pubblicitario, scelta legata senza dubbio alla professione di Timofei, l’indeciso: un creatore di slogan.
Ma il personaggio più riuscito è senz’altro Uloomji, colui che tutti vorremmo incontrare: ingenuo e dolce fino all’esasperazione ma, allo stesso tempo, stregone e visionario, vive in una dimensione priva di cattiveria o compromessi, dove amare è, se non l’unica ragione della sua vita, la più alta sicuramente. Un personaggio che fa parecchia fatica ad inserirsi in una Russia odierna, decisamente competitiva. E, purtroppo, di uomini così in giro non credo ne esistano più. Tanto più perché erotico e sensuale, in aggiunta al suo spirito angelico.
Resta il personaggio di Vera, bella bulimica che fatica a cedere Timofei ad un altro ma che, nel finale, riesce a trovare un posto importante nella relazione.




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