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LE TEMPS RETROUVÈ (1999) Raul Ruiz

2 giorni fa
Tempo di lettura: 1 min

Può un non estimatore di Proust amare, o solo apprezzare questo film?

Non sarà che la visione morbosa, quasi feticista di (noi) amanti dello scrittore, ci spinga a vederci qualità che in realtà non esistono?

Coraggiosissimo atto di Ruiz di portare sullo schermo la Recherche (cosa tentata, senza successo, anche da Visconti, tra gli altri), ma l’impossibilità di rappresentare l’intera opera spinge il regista a realizzare il film dell’atto finale, Les Temps Retrouvèe, nel quale appaiono tutti i personaggi protagonisti della Ricerca del Tempo Perduto (grande tecnica, soprattutto nell'uso del piano sequenza, assolutamente necessario per raccontare il passato attraverso il presente).

Grazie a questo stratagemma il regista riesce ad inserire nel film vari piani narrativi, con episodi che fanno parte di altri libri e della biografia dello scrittore.

Quindi crea un’unica scena in cui i personaggi entrano ed escono come se fossero fantasmi, talvolta loro stessi sorpresi di esser parte del racconto cinematografico.

Grande abilità di trasporre cinematograficamente quell'aria malinconica che pervade l'intera opera, la consapevole tristezza del Narratore delle cose che passano e l'impossibilità di afferrarle.

Bellissimo il gioco delle rassomiglianze che fa con lo spettatore: di ognuno dei personaggi valutavo quanto fosse aderente all’idea somatica che mi ero fatto dalla lettura.

Strepitoso Malkovich, fantastico Barone di Charlus e Mazzarella, fantastico Narratore che gira con aria trasognata e dimessa nel degrado morale che tutti i personaggi protagonisti del romanzo indossano.

Sicuramente chi non ha letto la Ricerca del Tempo Perduto apprezzerà pochissimo, ma io ci proverei lo stesso, se fossi in voi.

 
 
 

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