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TANGERINE (2015) Sean Baker

20 set
Tempo di lettura: 2 min

Potentissimo film dal ritmo serrato ed incessante girato solo con un iPhone 5 (anche se probabilmente c'è stata una post-produzione da studio).

Ambientato interamente il giorno della vigilia di Natale, è una storia quasi classica del melodramma e della commedia degli equivoci trasferita però nel mondo delle trans e dello spaccio di droga.

Il regista segue il girovagare di Alexandra e Sin-Dee (che di cognome fa Rella, meraviglia), appena uscita di prigione, due transgender in cerca di Chester, il fidanzato/protettore dell’ex galeotta, per chiarire il di lui tradimento, “con una donna vera“. E questo girare per tutta Los Angeles diventa il racconto vero di un mondo, il loro, completamente opposto a quello grigio comune della mediocrità (anche se ci sono parecchi punti di contatto, i clienti prima di tutto), un mondo dove però le dinamiche emotive che lo muovono sono le stesse: gelosia, amore, amicizie tradite, anche se condite da più cinismo e autoironia.

Le transgender vengono raccontate per i loro sentimenti e le loro abitudini, non attraverso cliché visti spesso. Come faceva una volta Almodovar, i cui personaggi trash e irreali conservavano emozioni sincere e umanissime.

Le immagini sono praticamente in presa diretta, ma anche se potrebbero sembrare al limite del documentaristico, tradiscono una maestria del regista e una consapevolezza del girare che non è certo improvvisata; primi piani esasperati, bellissime riprese di una Los Angeles per niente ovvia e vista poco al cinema.

Nonostante una desolazione e un’amarezza sempre presente, sono mostrate anche gioia di vivere, spensieratezza e una carrellata di battute acide di cui la migliore e senz’altro quella nello scambio di opinioni tra Alexandra e Sin-Dee, quando una risponde all’altra: “Certo che è un mondo crudele, Dio mi ha messo un pene tra le gambe“.

La parte finale in cui tutti si ritrovano nello squallido bar di ciambelle e in cui tutti gli equivoci vengono a galla è un capolavoro ed è sicuramente la migliore, al pari del pompino del tassista ad Alexandra nell’autolavaggio.,

Colonna sonora strepitosa e uso della musica e del suono sapiente ed incisivo.


 
 
 

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