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PRESQUE RIEN (2000) Sebastien Lifshitz

19 set
Tempo di lettura: 1 min

Una storia d’amore tra adolescenti, niente di particolarmente consigliato a chi ama le sparatorie o gli effetti speciali. Un film sulla giovinezza. Lento.

I tre tempi in cui si sviluppa la storia (presente, passato e passato remoto) si mescolano creando un unico movimento che vede protagonisti Matthieu ed il suo dolore.

La genuinità e la schiettezza che caratterizzano la pellicola appaiono fin dalle prime immagini, con primi piani insistenti sul protagonista.

L’inizio della storia viene seguito con ritmo molto lento, con dettagli esasperanti e col sesso mostrato in maniera molto naturale, ma anche molto passionale: una strategia indispensabile per far intuire la folle bramosia che Matthieu prova per Cedric.

Quest’ultimo è un fighetto stronzo ed arrogantello di cui ci si innamora in pochi minuti, ma sul quale, invece, non si dovrebbe riporre un grammo di fiducia. Ma provoca in Matthieu una tale ossessione da spingerlo a cercare il suo ex ed a frequentarlo (confondendo lo spettatore: dal il punto di vista della sceneggiatura, questo passaggio non è proprio chiarissimo).

Non esistono le iperboli presenti in molti film a tematica gay: è la semplice rievocazione di un amore finito che ha fatto soffrire, è molto più complicata la famiglia di Matthieu con quella madre assente, soprattutto dal punto di vista mentale.

Accanto ai due ragazzi, la protagonista assoluta è la spiaggia in cui nasce l’amore: tra colori pastello e riverberi luminosi ospita la fuga di Matthieu, grigia e spenta sarà invece presente a sottolineare un inverno, anche dell’anima.

 
 
 

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