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ON THE SEA (2025) Helen Walsh

6 ott
Tempo di lettura: 2 min

Nord del Galles, piccolo villaggio di pescatori, dove la gente si conosce da sempre e sorride poco.

Jack vive là da quando è nato, sposato con una donna con cui sta insieme da quando entrambi avevano 16 anni, un figlio adolescente che non ha alcuna voglia di andare a lavorare nella ditta che si occupa di pesca, che Jack gestisce col fratello.

Accade che nel paese arriva Daniel, ramingo tuttofare, piuttosto irascibile, di cui si sa bene o male in giro essere gay.

Accade che Jack e Daniel iniziano a scopare, travolti da una passione parecchio animalesca.

La fatica del lavoro scolpisce la durezza negli altri uomini, in cui non c'è traccia di sentimentalismo o sensibilità, per questo Jack appare subito un outsider tra i suoi colleghi, soprattutto a confronto col fratello, ruvido fino all'inverosimile, che gli rinfaccia di essersi preso cura della loro azienda, mentre Jack veniva curato per un cancro (l'altra story line del film).

Mi pare che la storia d'amore sia stata liquidata troppo velocemente, manca soprattutto l'ascesa della passione (uno si chiede perché i due non potessero essere due normale fuck buddies, perché nasca in Jack questo repentino desiderio di uscire allo scoperto con la sua omosessualità (non che la cosa non gli faccia onore, eh).

Tra l'altro mi è piaciuto poco che per fare intendere la bisessualità del protagonista, sia stata usata una scena di cruising, che in un posto di nemmeno mille anime è un'arma piuttosto scarica.

Un plauso alla regista per come ha usato i luoghi dove si svolge la vicenda, splendidi panorami descritti con una fotografia molto indovinata.

Francamente temevo si sarebbe rivelato una ennesima creatura figlia di Loach e Leigh, invece, nonostante l'ambientazione possa suggerire delle similitudini, la trama ha sempre risvolti non prevedibili.

 
 
 

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