MEMORIES OF MY BODY (2018) Garin Nugroho

Visto a IFFR2019.
Juno, ballerino di teatro Lengger (una forma di danza sacra tipica in qualche regione di Giava), racconta la storia della sua vita e, attraverso questa, le vicende del suo paese.
Impostato come un film contenitore (diviso in quattro episodi della vita del protagonista) in cui presenziano teatro, danza e rituali magici, è spesso intervallato da esilaranti canzoncine anni Sessanta che alleggeriscono situazioni a volte troppo dense.
Anche perché, concentrandosi incessantemente sulle (troppe) peripezie di Juno, il racconto risulta molto appesantito.
I tratti melodrammatici sono indovinati, soprattutto la storia d’amore tra il ballerino (che per l’occasione diventa sarto) ed il pugile. Juno aiuta l'innamorato ad allenarsi per un incontro e, bendandolo, schiva i suoi colpi danzando dentro il ring schivando i suoi colpi., creando un'immagine piena di pathos.
Alla fine l’impressione che resta è che ci siano richiami continui ad una cultura e ad una realtà, quella giavanese, che sfuggono completamente allo spettatore estraneo a quel mondo.
A tratti bello, a tratti scontato: non mi ha convinto del tutto. La parte dell’infanzia sicuramente la più riuscita.




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