MAE SO HA UMA (2016) Anna Muylaert

Visto al BFI Flare 2017.
Bel film brasiliano sulle vicissitudini di Pierre/Felipe che scopre a 17 anni che la madre lo ha rubato in ospedale appena nato ai veri genitori, e non solo, pure la sorellina con cui è cresciuto era stata sottratta ad un’altra famiglia (si lo so, sembra un film di Kore-eda, ma in realtà ha tutt'altri sviluppi).
Pierre/Felipe (in primo il nome dato dalla madre finta, il secondo il nome di battesimo) è androgino, va a letto indistintamente con ragazze e ragazzi e adora truccarsi ed indossare abiti femminili. Un’abitudine non certo ben vista dalla nuova, reale, famiglia e questo rende ancora più problematico l’inserimento del ragazzo nella nuova vita che intende iniziare).
Bella storia, scritta bene, originale e senza pretese (questa la sua grande forza); un film molto pulito che genera sempre un interesse vivo, anche se la lunghezza fosse stata maggiore, certe situazioni sarebbero potute essere sviluppate in modo più esaustivo (decisamente troppo breve).
Una grande pecca è la rassomiglianza talvolta spiccata con il precedente film della regista, Que Horas Ela Volta? (consigliatissimo), bellissimo e di grande successo.
L'impressione è che Muylaert voglia raccontare tutto quello che non le era riuscito fare con la pellicola antecedente.




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