LOSE YOUR HEAD (2013) Patrick Schuckmann

L’idea iniziale del film viene da un fatto di cronaca: un ragazzo, in vacanza a Berlino, sparisce dopo una serata al Berghain.
Di tutte le discoteche che ho visto nella vita, questa è senza dubbio la mia preferita: la musica, il locale in sé e la gente che lo frequenta. Tutto fantastico. Quindi ambientare un film in quel posto l'ho trovata una scelta fantastica.
La misteriosa sorte del giovane portoghese, di cui hanno parlato i giornali, viene qui romanzata tramite il personaggio di Dimitri, un ragazzo greco che si volatilizza dopo una serata nel famoso club (che nella pellicola appare col suo vero nome).
La storia segue le vicende di Luis, ragazzo spagnolo che prende una vacanza dal suo uomo e dalla sua vita di Madrid partendo per Berlino da solo. Sovrapposta c’è la trama della sorella e del cugino di Dimitri che girano per la capitale tedesca in cerca del parente scomparso.
La prima metà del film è interessante: Luis incontra Viktor (il suo personaggio è la cosa più riuscita della pellicola), affascinante vagabondo che vive nella Berlino underground, strettamente legato a Dimitri. Inizia così a delinearsi un thriller che viene però interamente distrutto nella seconda parte. II regista perde letteralmente il filo, la storia diventa priva di senso e quasi impossibile da seguire: incubi, sogni, personaggi che muoiono e ritornano. Un delirio.
Un thriller psicologico che lentamente si trasforma in un film (involontariamente) comico che neppure il finale altamente drammatico riesce minimamente a salvare.
Il tutto lascia però una gran voglia di tornare al Berghain.




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