LILTING (2014) Hong Khaou

Un film sulle barriere culturali era davvero l’ultima delle cose a cui ero interessato. E mi spiace molto che i miei timori siano stati confermati. Dopo dieci minuti ho iniziato a pensare “Vuoi vedere che questa non è altro che una versione edulcorata di Banchetto di nozze?“. Non mi sbagliavo.
La storia è abbastanza semplice e parecchio contemporanea. La mamma cinese- cambogiana di un ragazzo gay perfettamente integrato si trova in un ospizio. Il figlio è stato ucciso in un incidente stradale ed il fidanzato (di cui la madre non sa nulla) cerca di legarsi a lei. E ci si chiede: “Ma perchè?” Ok, hai perso il tuo giovane compagno e sei sconvolto, ma perché basare l’intero film e la tua esistenza sul misterioso desiderio di farsi accettare da quella donna? La vecchia signora non parla inglese, non ha mai cercato di integrarsi e non sa nulla dell’omosessualità del figlio, quindi perché arrivare addirittura al punto di assumere a tue spese un interprete che gli dia la possibilità di colloquiare col suo spasimante bavoso ed in andropausa?
La fotografia è bellissima (ho scoperto solo dopo la visione che ha vinto un premio al Sundance) e anche le ambientazioni sono suggestive: sarebbe la regia perfetta per un film lieve piuttosto che per uno con implicazioni politiche e sociali. Non riesce ad essere intimo e sentimentale né una denuncia di barriere culturali. Rimane semplicemente una rappresentazione di ostacoli ben girata.




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