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BENEDICTION (2021) Terence Davies

6 giorni fa
Tempo di lettura: 1 min

Visto a IFFR2022.

Avevo visto (e apprezzato) A Quiet Passion, film che il regista aveva girato qualche anno fa sulla vita di Emily Dickinson, quindi ho trovato da principio piuttosto strana la scelta di fare un altro film su un poeta, questa volta Siegfrid Sassoon (sorprendente Jack Lowden nel ruolo del protagonista).

Ci sono delle analogie tra i due film (il far narrare alcuna delle poesie dagli attori principali, cosa che ho detestato in entrambe le occasioni), ma molte anche le differenze.

Una manierismo quasi esasperato ricorda moltissimo Ivory, anche se una appena accennata ironia lo differenzia.

L’omosessualità del protagonista è trattata in maniera piuttosto stereotipata, ma divertenti sono certi siparietti sugli scandali dell’epoca (siamo attorno gli Anni Venti), con personaggi secondari che sfiorano la macchietta. Sassoon del resto vive la prima parte della sua vita in ambienti agiati in una società già a quei tempi decadente e presto defunta.

Molto più interessante il rapporto del poeta con la Prima Guerra Mondiale, in cui ha combattuto, ricavandone un esaurimento e una apatia politica verso gli scontri e le gerarchie militari.

Turbato dalla morta del fratello sul campo, si interroga senza sosta sul significato del combattere battaglie che non ci appartengono, fino ad arrivare a proteste scritte su giornali che gli procurano non pochi problemi, che danno al poeta un perenne senso di fallimento che pervade l’intera durata della pellicola.

Preciso il lavoro di Davies nel delineare il personaggio del poeta nella sua complessitò, un uomo molto profondo in cui permangono fino alla fine certezze morali.

Irriconoscibile Julian Sands nei panni dello psicologo della casa di cura per soldati depressi.


 
 
 

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