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THE NORMAL HEART Ryan Murphy

2 giorni fa
Tempo di lettura: 1 min

Eh, qui si piange. E tanto.


Film per la televisione (seconda volta, dopo Behind the Candelabra, che un film a tematica gay con attori importanti non riesce ad uscire nelle sale americane) che parla dei primissimi anni della diffusione del virus dell’HIV e delle prime morti per AIDS: tema abbastanza trattato dalla cinematografia contemporanea (si vedano Dallas Buyers Club e Test).


Essendo un film americano e non di nicchia, i due rischi maggiori sono quelli di scadere nella fiction o nel melo e, in questo senso, il regista è molto bravo a sfiorare entrambi i generi mantenendo al tempo stesso una linea narrativa a volte anche un po’ scomoda.


Il film è bello. Politico, certo, molto parziale e partigiano. Degna di nota la bravura degli attori (tutti nominati al premio Emmy) che, nella dimensione dell’intimità della loro vita quotidiana, ci coinvolgono in un equilibrio fatto di lotte e di sconfitte, nella cornice dell’epicità della storia totale del film.


Il cast ingaggiato è quasi da Blockbuster, attori importanti che recitano molto bene e con misura. Mark Ruffalo e Matt Bomer bravissimi, bellissimi e coppia intensa, Julia Robertsche ormai recita sempre più la parte della bruttina interessante per orientarsi probabilmente in ruoli da Oscar – è comunque molto credibile e brava.


Certo è un film che colpisce il lato più emotivo dello spettatore in maniera sfacciata, onesta, e commuove in maniera sincera.


Certo il pubblico gay sarà più coinvolto, anche per la contestualizzazione storica della vicenda.


 
 
 

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