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SUK SUK (2019) Ray Yeung

19 ott
Tempo di lettura: 1 min

Visto al FEFF 2020.

Ritratto originale di una storia d’amore gay di due uomini ormai anziani, entrambi con una famiglia, all’interno della quale vivono la totalità della loro vita.

Tai-Bo, un tassista già in età da pensione e Ben Yuen, un padre single, per entrambi una vita vissuta in ombra, imparando a nascondere i desideri più profondi (e carnali).

La scoperta di questa passione, unita ad un affetto senile, spinge ad un comportamento quasi adolescente da parte dei due fatto di bugie, sotterfugi, incontri clandestini.

In una Hong Kong molto più a dimensione familiare che fashion, il film si svolge con una vaga lentezza, quasi volesse emulare i gesti ormai acciaccati dei protagonisti.

La storia iniziata quasi tenerona si sviluppa verso un finale amaro, anche se non triste. Inevitabile e razionale.

A confronto con Croce e Delizia, film italiano che racconta una vicenda simile con Gassman e Bentivoglio, viene la tentazione di considerare Suk Suk un pilastro della storia del cinema gay.


 
 
 

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