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MOFFIE (2019) Oliver Hermanus

5 giorni fa
Tempo di lettura: 1 min

Visto a Venezia76.

Sudafrica 1981. Dove essere una persona di colore non era per niente facile, ma neanche tanto vivere come gay.

Nicholas arriva all’età che diventa d’obbligo il servizio militare e parte assieme a dei coetanei per questa bella avventura. Pensano loro.

Trovano un ambiente che nel mondo cinematografico ha decine di capostipiti, da Full Metal Jacket a Streamers, il comandante cattivo, omofobo, razzista che si incattivisce con le reclute, vita dura, insulti e soprattutto flessioni. Tante flessioni.

Nick si accorge subito di provare una certa attrazione per Stassen (soprattutto quando lo vede svestito nelle docce), ma cerca di tenerla più nascosta che può, ricavandosi solo qualche momento di masturbazione ,ma nulla di più.

Il problema nasce quando scopre di essere corrisposto: la cosa crea tensione e Stassen finisce nel reparto manicomio/ricovero per gay/disperati del servizio militare.

Anche se per il cinema sudafricano può rappresentare una sorta di novità, questo tipo di storie le abbiamo vista davvero tante volte.

Il film è carino, ha una sua scorrevolezza e pure una sua dignità. Ma non aggiunge veramente niente a tutto ciò che è stato creato sull’argomento, militare o gay che sia. Nonostante questo, credo potrà avere parecchio successo di pubblico.

Certo, i militari sudafricani sotto le docce…


 
 
 

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