LA BOLA NEGRA (2026) Javier Ambrossi, Javier Calvo

Primo dato, piuttosto impressionante considerato il fatto che in alcuni paesi deve ancora uscire, il film ha gia guadagnato di più dell'importo necessario per la produzione.
Com'è che così tanta gente è andata a vederlo?
Non è un film semplicissimo, dura quasi tre ore, quindi perchè?
La storia interseca tre vicende, lontane negli anni e devo dire che i registi (chiamati in Spagna simpaticamente los Javis) si sono presi un bel rischio.
Tre storie gay, anche se bè, direi tre storie di persone, concatenate in maniera iperbolica, ma che regge per l'intera durata del film (ho letto da qualche parte che ci sono delle lungaggini, ma io non le ho avvertite).
La narrazione di un periodo storico che pensavamo morto e sepolto, cioè il franchismo (già ci speravamo), che è teatro di storie personali drammatiche: quella di Garcia Lorca, quella del suo uomo, quella di un soldato fascista che ahilui di quest'ultimo si innamora.
La fotografia è maestosa, mi ha ricordato certi film di Sergio Leone, il ritratto della società dell'epoca è minuzioso ma anche impietoso, anche se non mancano siparietti sexy e qualcuno divertente (stupenda la battuta "Il cuore di un finocchio è un oceano pieno di ricordi".
Cameo strepitoso di Penelope Cruz, potentissima vedette che si esibisce per i soldati; canta balla, dà lezioni di vita. Non c'è dubbio che sia la più poliedrica attrice spagnola e probabilmente del mondo intero.
Piuttosto sottotono invece l'incursione di Glenn Close, anche se recita in uno spagnolo piuttosto buono.
Stupenda l'idea di prendere un'opera incompiuta di Garcia Lorca e creargli un finale totalmente arbitratio.
Ha i sui difetti, li vedrete tutti, ma avercene film così.




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