top of page

EMILIA (2020) Cesar Sodero

24 ott
Tempo di lettura: 1 min

Visto a IFFR 2020.

Trovo che certi registi per descrivere la complessità di un personaggio, invece che scrivere una sceneggiatura che lo caratterizzi, inscenano eventi strani che lo riguardano, come se ciò lo rendesse cinematograficamente interessante.

Emilia ha rotto con la sua compagna e torna nel suo paesino della Patagonia, dove inizia a combinare un sacco di guai: scopa col marito della migliore amica, inizia un flirt con una studentessa della la scuola per cui lavora e dalla quale, per questo motivo viene buttata fuori, discute continuamente con la madre , di cui è ospite.

Il regista sceglie un’attrice per il ruolo di Emilia che non ha né faccia né movimenti da maledetta, quindi lo stridere nel rappresentare la confusione della protagonista si fa ancora più forte (viene un dubbio parecchio forte sul fatto che la scena hot lesbo sia piazzata per il pubblico, perché per l’economia della storia non serve a nulla).

Dispiace dirlo, ma la storia non va in nessuna direzione e film del genere se ne sono visti una tonnellata.

Emilia è fisicamente assolutamente uguale alla mia amica Germana.

Ovviamente le immagini della Patagonia sono stupende, ma cosa ve lo dico a fare…

 
 
 

Commenti


bottom of page